Piazzetta G.Romano, n.15, 82037 Telese Terme, BN  P.I.01283530622

Invito al viaggio – Simone Venditto

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

Caos, rumore , frastuoni , voci, colori , affollamento coinvolgente, odori contrastanti di merende a sacco e pasti completi, vino casereccio e coca light per gli amanti della forma , capelli troppo lunghi o troppo corti,stravaganza,originalità e classicismo, giovani e anziani fusi come se il trascorrere del tempo non esistesse, come se l'involucro che avvolge le nostre anime fosse l'unico segno riconoscibile di vita vissuta , gambe e braccia attorcigliate in danze tutte differenti per esperienza e stile, movimenti sinuosi e goffi , sorrisi e pianti emozionati ed emozionanti, corse, relax, entusiasmo . Mi immersi in quel mondo variopinto , espressione di una cultura vicina nel modo e diversa nel suo manifestarsi e tutto era incredibilmente nuovo . Attraversai quel lungo stradone costeggiato da piccoli artigiani quasi come un viaggio temporale in un'epoca antica tinteggiata di modernità. Chi faceva da Cicerone mostrando alla comitiva la conoscenza dettagliata dell' evento , chi si avvicinava per chiedere indicazioni sul come e quanto ancora bisognava camminare, chi barcollava tra la gente con espressione a tratti spaesata e divertita ... io mi sentivo a casa. Raggiunta l'immensa distesa di erbetta verde decidemmo di appoggiarci in un posticino sulla sinistra per un po' senza sapere che quel posto non l 'avremmo più lasciato, almeno per quella notte. Ore 23:00 sul diario di bordo.. l'inizio tanto atteso e la fine così lontana.. Eravamo uniti e felici, abbiamo ballato ,cantato a squarciagola cercando di interpretare quel difficile ma originale dialetto,ci siamo abbracciati tra di noi e tutti insieme .. Non c'erano pregiudizi per un pantalone troppo stretto o per una maglietta sporca di pizza sul petto . Noi, gli altri ,quel piccolo mondo a parte che si era venuto a creare nel l' entroterra pugliese ci univa a prescindere dalla cultura, dal lavoro, dalle idee, dall'età, dalle origini ... fino all'alba. I piedi tremanti verso la fine, la stanchezza delle braccia, intonare un MI minore con la voce era ormai impossibile,la strada del ritorno da percorrere lunga e infinita ma niente poteva ripagare l'adrenalina di quegli attimi in cui la gioia e l'armonia mi pervase dal primo all'ultimo strato della pelle. Ogni volta che partiamo tendiamo ad accumulare oggetti in valigia in modo compulsivo quasi come segno distintivo della nostra identità..quasi per paura di lanciarci alla scoperta senza l'abbigliamento adatto.. o le scarpe comode ... Tuttavia, la vera valigia è quella preparata di corsa qualche ora prima di ritornare alla vita di tutti i giorni .. quando il viaggio è finito ... quando ,lasciando il B&B, prendiamo quella maglietta nuova acquistata lì e la fissiamo sorridendo, perché ci ha lasciato qualcosa ... quando accumuliamo tutto velocemente e corriamo al pullman .. e nonostante tutto abbiamo il tempo di voltarci indietro pensando "ritornerò". Descrivere il posto geograficamente, culturalmente, attribuirgli un'identità nell'incipit ne avrebbe deviato il senso .. La necessità era quella di lasciare spazio alle emozioni anche se chi legge non sa fino alla fine di cosa si sta parlando evitando cosi i "luoghi comuni" a favore del trasporto immaginario e sensoriale. Ma adesso posso dirlo ... quella notte era la "Notte della Taranta".

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.