Auguri

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Tutto si compie come in un rituale magico di cui sono andate perdute le parole. Un anno può durare un anno, molto di più o molto di meno. Dipende da chicchessia

Quando si arriva alla fine della scala e si guarda dentro e fuori c’è da promettere qualcosa. La mia promessa è che i buoi non usciranno dalla stalla, li lasceremo quieti come pensieri sotto coperta, i bambini giocheranno nei luoghi consueti, alla fine della scala, e quel cuore solo, da sempre solo, entrerà nella loro sfera accaldata per donare il gioco piccolo misterioso e fragile della vita con uno scambio di mani. E tutto scorrerà uguale. Il fiume non sembrerà una minaccia, la notte metterà zitta le mani sui volti incantati. Senza un domani. Una notte piena e definitiva. Forse questo mondo di spigoli troverà un incastro dignitoso e il superuomo sarà finalmente morto

Tanti auguri dai rumori di fondo della città, da questo mettere a soqquadro che non cambia mai, dalla paura del buio che i fuochi respingono, dalle strade deserte come prima d’una piena, dalle parole non dette, da quelle storte come il corpo di una bottiglia. Auguri al mio Amico lontano, tra altri umori, altre stelle, la barba dei suoi sorrisi e gli occhiali che guardano altrove. Un abbraccio che ti prego di non restituirmi, perché le cose belle non tornano indietro. Buon 2016

Gli auguri suonano a festa. Sono campane pomeridiane che annunciano la sera